La digitalizzazione delle imprese è uno dei temi al centro della discussione economica e politica. Se ne parla molto sia come risposta alla congiuntura economica, legata allo scenario post pandemico e agli eventi geopolitici, sia in relazione alle opportunità e ai progetti di PNRR e Agenda 2030 dell’ONU.
Le tante – e diverse – tecnologie a disposizione offrono una gamma enorme di possibili applicazioni, per raggiungere anche nelle realtà più piccole nuovi livelli di efficienza e competitività.
Cos’è la digitalizzazione
Possiamo definire la digitalizzazione, in termini molto generali, come il processo di trasformazione della società, dell’economia, dell’impresa da analogico a digitale.
Se si guardano gli interventi del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) per i relativi incentivi e finanziamenti, si nota il riferimento alla dotazione di sistemi hardware e software o servizi specialistici che permettono di
- migliorare l’organizzazione del lavoro e i processi produttivi
- sviluppare nuovi modelli di vendita, slegati dal solo canale fisico
- adottare reti di comunicazione più efficaci (a banda larga, ultralarga o basate su reti satellitari)
- formare il personale sui temi delle tecnologie digitali, dell’informatica e della privacy.
Digitalizzazione: i vantaggi per le PMI
Digitalizzare vuol dire non solo “rendere digitale”, ma soprattutto semplificare, smaterializzare, ottimizzare: in breve, guadagnare in competitività.
Moltissimi, perciò, possono essere i vantaggi per una PMI e tra questi senza’altro:
- efficienza e produttività: la digitalizzazione solitamente porta con sé un aumento complessivo delle prestazioni, a fronte di riduzione dei consumi e ottimizzazione delle scorte,
- agilità: processi digitalizzati comportano la capacità di adattarsi in modo rapido alle esigenze del mercato, anche in caso di crisi improvvise come quelle vissute negli ultimi anni,
- continuità operativa e resilienza: l’impresa deve garantirsi la capacità di continuare ad operare anche in caso di incidenti o eventi avversi, interni o esterni. La digitalizzazione dei processi è un passaggio imprescindibile per la business continuity e, dunque, per la sopravvivenza dell’impresa.
La digitalizzazione delle PMI in Italia
Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index), l’indice europeo per misurare i progressi compiuti dai Paesi UE in termini di digitalizzazione, l’Italia è 20esima per livello di digitalizzazione complessiva, terzultima per popolazione con competenze almeno di base (42%), contro una media UE del 56% e quartultima invece per competenze digitali avanzate (22%), contro una media UE del 31%. Quanto alla connettività, è al 25esimo posto per l’utilizzo complessivo della banda larga fissa e all’ultimo posto per l’utilizzo della banda larga mobile.
Come digitalizzare una PMI
È evidente che la tecnologia sia lo strumento principale di questa trasformazione digitale, con la scelta di sistemi hardware e software adeguati alle proprie esigenze ed in grado di assicurare l’assistenza, la sicurezza e la protezione del proprio patrimonio aziendale.
Prima ancora di tutto questo, tuttavia, la digitalizzazione passa per l’apertura all’innovazione, per la disponibilità a ripensare i processi alla luce delle mutate esigenze della società e del mercato, per la formazione del personale ma soprattutto del management. Come spesso accade, insomma, il cambiamento è tecnologico, ma prima di tutto culturale.